La rinascita di un gioiello sfortunato

Un gioiello non deve essere necessariamente costoso, ma a renderlo prezioso è il vero valore che noi gli diamo. Molto spesso a renderlo unico è proprio il valore affettivo che gli attribuiamo, la storia tramite la quale il monile arriva a noi, il piacere che proviamo quando lo indossiamo, oppure il grande dispiacere che ci prende quando lo perdiamo o lo roviniamo.

Quante volte ci è successo di perdere uno dei due orecchini che indossavamo? O di rompere un braccialetto, o ancora, di ricevere in regalo una collana che non indosseremo mai perché non è nel nostro stile, ma adoriamo chi ce l’ha donata?

Eppure con un po’ di creatività, l’unico orecchino superstite potrebbe diventare l’elemento centrale di una nuova collana. Il braccialetto potrebbe rinascere a nuova vita semplicemente aggiustandolo. Infine, la collana un po’ demodé, con qualche aggiunta particolare, potrebbe diventare trendy, fashion e glamour… nonché unica e irripetibile!

Allora? Il consiglio è quello di non buttare via questo “gioiello sfortunato” e di non chiudierlo nel portagioie a evocarci tutte le volte quanto siamo state sbadate per ripeterci la dispiaciuta frase, “ma che peccato”, studiamo, invece, come donargli un’altra chance per riportarlo a nuova vita.

Credetemi la soddisfazione sarà immensa. Innanzitutto potremo tornare a indossare un gioiello a cui teniamo particolarmente, inoltre sarà un monile esclusivo che avremo solo noi, infine, coi tempi che corrono, è più saggio “riparare” o modernizzare che acquistare qualcosa di nuovo. Almeno in tema di gioielli.

Non sempre è facile o possibile, però possiamo provarci!

Vi mostro alcuni esempi di come ho risolto alcuni piccoli drammi e recuperato alcuni gioielli “sfortunati”.

Questo orecchino d’oro a forma di spirale era rimasto single!  L’altro non so proprio che fine abbia fatto… comunque l’ho perso e non l’ho più ritrovato.
Con un cuoricino in turchese e una piccola perla lo ho trasformato in un ciondolo unico! Mi sono “fatta” un regalo per San Valentino!

Il monile successivo, invece,  è stato realizzato con un orecchino in argento a fili circolari, anche in questo caso avevo perso il gemello.  Un dispiacere … una rabbia… non so come ma l’ho perso poche ore dopo che mi era stato regalato da mio marito. L’ho tenuto nel cassetto per alcuni mesi, poi, durante un viaggio in Sardegna, ho acquistato questo ciondolo che rappresenta un’antica dea madre, simbolo di fertilità e rinascita. Ed ecco il mio nuovo ciondolo completato e incastonato sulla base dell’unico orecchino rimasto.

         

Di questo anello ho perso la seconda delle due perle e per riparare il danno, dal momento che non sono riuscita a trovare una perla identica, ho semplicemente montato una pietra di Agata variegata. L’Agata è nera con delle venature che richiamano il bianco fluorescente della perla.

Infine, ho realizzato questa collana a fili separati di pietre con foggia diversa utilizzando: Pietra di Luna, Cristallo di Rocca e Opale con l’obiettivo di inserire in due punti, quello che era rimasto di un anello in argento (spezzatosi in due) e che rappresentava un corallo stilizzato.
E’ vero, l’anello mi piaceva molto di più, era un regalo ed era molto particolare, ma non volevo buttarlo via e non poteva ressere riparato neanche da un orafo.

Se anche tu hai qualche gioiello o monile nel cassetto da cui non vuoi separarti … parliamone!

per informazioni: tiziana.vola@gmail.com

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